UFFICIO GEOPOLITICO U.S.N.

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MISSIONI ITALIANE IN IRAQ E (FORSE) IN LIBIA. INTERVENTISMO O SUDDITANZA ?

guerra-1Nel luglio 2014 pubblicammo un articolo molto rappresentativo del nostro modo di concepire il ruolo italiano nello scacchiere globale, dal titolo: “Il ruolo geopolitico dell’Italia”. All’interno venivano descritte le naturali ambizioni storiche e contemporanee della nostra Nazione, oltre che i rapporti che ci legano a diversi paesi, europei ed extraeuropei. In questo momento di profonda crisi, sia economica che sociale oltre che valoriale/patriottica, per una parte degli analisti geopolitici, torna prepotentemente a farsi sentire la necessità italiana di acquisire nuovamente il proprio spazio nella geopolitica mondiale, in ambito dei nostri interessi e della sicurezza nazionale, che quasi sempre ovviamente coincidono. Il governo Renzi ha infatti, per la prima volta, discusso riguardo l’invio di contingenti militari in Libia, atti a ristabilire ordine e difendere le nostre priorità nel paese mediterraneo.
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TRIDENT JUNCTURE 2015: PROVE TECNICHE DI GUERRA

NATO-Allied-Land-CommandPubblichiamo questa interessante analisi per mostrare quale sia il livello di servitù atlantica della nostra nazione.

Dopo il vertice del Galles si prospetta un anno pieno di attività per le forze della NATO, ne sono previste diverse in Europa. Tanto per cominciare la settimana scorsa le navi assegnate allo Standing NATO Maritime Group 2 (SNMG2) sono giunte a Varna (Bulgaria) per una visita di porto programmata durante il dispiegamento del Gruppo nel Mar Nero. Le unità navali guidate dal contrammiraglio Brad Williamson (USA N), sono: l’incrociatore lancia missili USS Vicksburg della classe Ticonderoga della Marina degli Stati Uniti, la fregata della marina turca Turgut Reis della classe Yavuz, la fregata della marina canadese HMCS Fredericton della classe Halifax, la nave cisterna Spessart della marina tedesca della classe Rhön e la fregata Aliseo, unità missilistica, della classe Maestrale della Marina Militare Italiana. Le navi fanno parte di uno spiegamento regolarmente programmato nella regione per assicurare agli alleati della NATO l’impegno dell’Alleanza per la difesa collettiva. Durante la schieramento, le navi SNMG2 si addestrerebbero con navi delle Marina bulgara, rumena e turca.  (altro…)

GEOPOLITICA ITALIANA DAL PUNTO DI VISTA SOCIALISTA NAZIONALE

mediterraneo-mapaDopo secoli di sudditanza agli interessi americani ed allineamento nelle più suicide delle scelte nazionali bisogna ripartire e costruire un piano di azione immediato per liberarsi dallo strangolamento dell’Occidente nei confronti della nostra grande nazione. I due concetti che dobbiamo con ogni forza distruggere sono quelli di Occidente ed Europa.

L’Occidente quale unione degli americani e degli europei?

Quale miglior termine utilizzare per indicare la decadenza morale borghese da cui siamo afflitti se non proprio occidentale, l’utilizzo di quest’aggettivo serve solo a catalogarci come consumatori atlantici. Proprio contro questa visione di “essere moribondi” al servizio del grande capitale dobbiamo andare in conflitto e prima di ogni cosa sbarazzarcene ristabilendo l’antica etica romana al concetto di Italianità, prima ancora che dal profilo geopolitico in quello culturale.  (altro…)

IL MEDITERRANEO ORIENTALE COME EPICENTRO DELLA CRISI GLOBALE

eastern_mediterranean_the_middle_east_map_bigIl mediterraneo orientale si prepara a diventare il luogo di scontro tra i due schieramenti economici, e questa parte di mondo tende ad illuminarsi sempre più come vero epicentro della crisi globale. In questa zona confluiscono tutte le forze calde ora in moto: le offensive israeliane, gli interessi americani, quelli russi, la crisi europea e l’espansione dei gruppi fondamentalisti islamici. Vediamo in dettaglio la situazione.

Siria

Se esiste una motivazione del perché gli americani non hanno attuato un’invasione da mare e si sono ridotti ad armare i ribelli è per la stessa motivazione che la Siria non è caduta: la base navale russa di Tartous, che i russi non sono disposti a sacrificare. La Siria riuscì ad assicurare la difesa dei propri confini marittimi ma risultò evidente ai russi stessi che la base di Tartous per quanto ben fornita di armamentario militare sia indifendibile per problemi di spazio e secondo, in una condizione ipotetica di guerra con i dardanelli e suez chiusi ogni rifornimento sarebbe stato impossibile. (altro…)