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IL GRANDE OCCIDENTE ATLANTICO E I SUOI ADEPTI

JRoctopusLa schizofrenica politica estera americana, che detta i tempi e i modus operandi al raffinato quanto barbaro strumento di morte e distruzione che si chiama Nato, sta per assegnare un nuovo ingrato compito alle truppe coloniali italiane. Le voci di un impiego in Libia di reparti del neo costituito COM.FO.S.E., dato quasi per certo alcune settimane fa, sembrano in queste ultime ore lasciare il passo ad un altro teatro operativo, non meno caldo e non meno virulento rispetto alla ex nazione più progredita del continente africano.

Sembra quasi certo che un’ aliquota di incursori paracadutisti del Reggimento Col Moschin, costituita da circa 450 operativi, dovrà recarsi nella provincia irachena di Ninive per proteggere una diga in fase di costruzione, che parrebbe minacciata da possibili azioni da parte delle milizie del sedicente Stato Islamico. Si tratterebbe insomma di un’attività di presidio e difesa di un obiettivo sensibile. Ma sensibile per chi e per cosa non è dato saperlo; per chi invece deve obbedire non cambia di molto: si esegue e basta. Ecco dunque che soldati d’élite, ottimamente addestrati ma ben più necessari in altri contesti, andranno a proteggere dalla ipotetica furia distruttrice di un esercito irregolare e banditesco un’opera che sta a 5000 km. dal nostro paese.
Ed il bello, se vogliamo proprio trovare un po’ di ironia in tutto questo, è che gli ordini vengono per via indiretta da parte degli stessi che hanno armato ed organizzato proprio quelli che costituiscono la minaccia.

In queste ultime ore sembra anche che il legittimo governo iracheno abbia detto chiaramente che non tollerera’ intromissioni o presenze straniere non richieste sul proprio territorio nazionale e che le forze armate locali sono in grado di fronteggiare eventuali minacce. Ma non solo: Bagdad ha precisato che eventuali presenze straniere potranno anche comportare azioni ostili da parte irachena. Premesso tutto questo, è logico chiedersi cosa mai ci sia di talmente importante in questo sito del nord dell’Iraq dove si sta costruendo una diga, tale da richiedere la presenza di un contingente di superspecialisti come il Col Moschin. Proviamo a fare ipotesi:
1) l’opera è  appaltata ad imprenditori o aziende italiane?
2) l’opera interessa gli appetiti smodati di confinanti smaniosi di ricostituire un vecchio impero ?
3) l’opera è il paravento che serve a  nascondere ben altro?
4) l’opera è  solo una scusa per creare una sorta di accerchiamento alla presenza russa?

Diciamo subito che se la ragione fosse la prima saremmo solo un po’ meno drastici nel giudizio, seppur occorre evidenziare che non vi sarebbe ragione alcuna di spendere milioni di euro per garantire la sicurezza di un sito dove la presenza di forze regolari irachene sarebbe già sufficiente. Basterebbe di sicuro un numero molto più modesto di operativi d’élite italiani, magari a supporto e guida delle autorità militari locali, magari destinando le dovute risorse alle migliaia di vittime dell’uranio impoverito abbandonate dalle istituzioni.

Se invece – come è facile prevedere – le ragioni albergassero in una delle altre tre ipotesi o fossero un mix delle stesse, allora il discorso non potrebbe non cambiare. In tal caso ci faremmo coinvolgere  nell’ennesima porcheria militare e politica della NATO che ha gestito con i piedi il contesto mediorientale negli ultimi venti anni, riuscendo solo a favorire Israele e la Turchia, ovvero quelle forze che ambiscono a risucchiare da sud a nord la Siria di Assad. E che in questa operazione di radicale rivisitazione di quell’area sono stati tra i principali responsabili della nascita stessa dello Stato Islamico.

Sembra dunque logico continuare a prestarsi a queste manovre indecenti degli alchimisti stregoni della politica estera occidentale?  O forse è venuto il momento di far valere il principio di autotutela e dire che non ci interessano più  operazioni neocolonialiste utili solo a far guadagnare qualche patacca a generali istruiti dal Pentagono al prezzo di vite italiane e di milioni di euro sborsati da contribuenti ormai al collasso?

Se a scegliere fosse la gente, il popolo tartassato, l’ultimo residuo di una comunità nazionale in disfacimento e se i pennivendoli di regime potessero per qualche giorno essere oscurati da una provvidenziale quanto insperata piaga e la loro sporca funzione potesse venir meno, siamo certi che quella gente sceglierebbe come noi Socialisti Nazionali.
Farebbe carne di porco delle scelte di un governo illegittimo e deciderebbe per il bene della propria comunità.

A tutto ciò si frappone il famoso MA: ma ha guidare il paese c’è un pericoloso cooptato che prende gli ordini da Washington e a intortare bene gli italiani ci pensano quei media le cui redazioni sono per il 70% guidate dai figli dei “soliti noti”…

Eccoti servita la loro democrazia e la libertà di scelta!

Nuvola Rossa

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