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LE LACRIME DEL COCCODRILLO BLAIR

Quando si parla di geopolitica e di rapporti di forza, noi non siamo tanto propensi e infarciti di spirito cristiano che perdona tutto e tutti in seguito ad un pentimento, e siamo radicalmente contrari alla logica del “porgi l’altra guancia”; lavarsi la coscienza è una pratica da vili, chi ha buon senso lo ha sempre e lo antepone a tutte le sue azioni, e non lo ritrova fintamente solo dopo che i cannoni hanno fatto le loro vittime. Come spesso accade sono i numeri a sottolineare le conseguenze delle azioni, soprattutto quando si tratta di guerra. Sono passati 5 anni dalla fine della guerra ufficiale in Iraq e 12 dal suo inizio voluto da George W. Bush. E’ Tony Blair questa volta a confessarsi sullo sbaglio della guerra in Iraq che comportò mezzo milioni di morti iracheni durante gli 8 anni di conflitto e altri 200.000 nei due anni seguenti (fonte). 

Un massacro che vide Bush come capopopolo seguito da i fidi cagnolini, fra tutti Blair e il “nostro” Berlusca. Massacro che fondamentalmente è servito ad assicurare alle plutocrazie occidentali quei pozzi di petrolio che oggi sono in mano alle multinazionali. Eh già, perché la motivazione su cui poggiò tutta la propaganda interventista occidentale risiedeva nell’impedire a Saddam di completare (?), utilizzare (?), le armi chimiche che naturalmente non furono mai trovate nonostante tutti gli infami tentavi diffamatori. Addirittura Saddam, prima dell’invasione, per evitare la futura distruzione del suo paese, invitò i rappresentanti occidentali ad inviare dei loro esperti per assicurarsi sul campo della presenza/assenza di tali armi.

Come sappiamo bene, un ulteriore conseguenza in seguito alla deposizione e uccisione di Saddam è stata la formazione dello stato islamico che attualmente controlla un terzo del territorio iracheno e che, come sappiamo bene ha esteso la morte su tutta quell’aerea geopolitica causando ciò che in questi giorni è sotto gli occhi di tutti.

Lo stesso Blair ha affermato che l’occupazione NATO ha causato la crescita dei gruppi islamisti e permesso all’ISIS di trovare terreno fertile per la formazione dell’odierno califfato. Perfino le stesse testate inglesi affermano la non veridicità delle sue ingenue scuse in quanto già all’epoca erano state previste le conseguenze del dopo-Saddam.

Concludiamo con un ultimo dato sull’argomento; partendo dal paradosso che la NATO invase l’Iraq per il sospetto dia vere armi chimiche nei suoi armamenti (è una scusa che dal 2000 va decisamente di moda vista la riutilizzazione nei confronti dell’Iran di Ahmadinejad), furono proprio gli americani a macchiarsi di quelli che noi definiamo veri crimini contro l’umanità; rimane purtroppo nella storia il tragico massacro avvenuto nel 2004 nella città di Falluja dove i bombardieri americani utilizzarono il fosforo bianco, sostanza che al contatto con l’aria scioglie la carne su cui si poggia.

A tal proposito riportiamo i dati presenti negli studi del Dottor Chris Busby, professore all’università di Ulster e co-autore della ricerca intitolata “Cancro, mortalità infantile e rapporto tra sessi alla nascita a Falluja, 2005-2009”. Egli sostiene che le conseguenze di quell’attacco superano per gravità i danni sulla popolazione di Hiroshima in quanto la percentuale di tumori è cresciuta di ben 4 volte, quella del cancro nei bambini di 12 volte, quella di leucemia di 38 volte e la mortalità infantile è di 80 bambini su 1000 nascite (contro i 17 nella confinante Giordania e i 10 del Kuwait). Solo per fare un paragone, a Hiroshima la percentuale di leucemia salì di 17 volte dopo il bombardamento nucleare.

Le scuse politiche(?), umane(?) di Tony Blair non le accettiamo come non accetteremo mai le scuse di qualsiasi Moloch fautore di tutte quelle stragi che ha visto la NATO come carnefice disumana.

Fabiano Lolli

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1 commento

  1. Alter ha detto:

    “Chiediamo ad Allah di sostenere i mujaheddin contro gli agenti dei leader dell’idolatria e i crociati finché la bandiera del Califfato non sarà issata su Istanbul e la Città del Vaticano”.
    E’ la minaccia dell’Isis contenuta nell’ultimo numero del loro magazine, Dabiq”.
    (rainews)

    Ma poi, invece di colpire le dorate sedi dove vivono “Gli Idolatri” e “I Crociati”; gli Obama, gli Hollande, i Cameroon, i Merkel e gli Usurai di Ue-Bce, attaccano bistro’ e pizzerie.

    Isis è eterodiretto dai soliti “Gran Maestri” trans-atlantici; ed il loro “prodotto finale” è grossolana strategia della tensione.

    Isis: MA VA’ A DA’ VIA I CIAP.

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