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IL RUOLO GEOPOLITICO DELL’ITALIA

carta-anticaLa nostra Nazione è dall’alba dei tempi al centro della politica internazionale. In antichità i popoli italici erano fra i più evoluti dell’epoca e la Grecia bramava le colonie nel Sud Italia. Poi come ben sappiamo, con l’avvento di Roma, l’Italia guadagnò un posto di primo protagonista nelle vicende internazionali, in special modo quelle del Mediterraneo, ossia il vero Mare Nostrum da non confondersi con la sciagurata operazione dell’attuale governo.  

Dalla caduta dell’Impero Romano, la nazione “in itinere” che ampliava la sua influenza nella Penisola poteva essere considerata la “superpotenza” dell’epoca. Il perché è presto detto, la geografia certamente gioca un ruolo fondamentale, infatti l’Italia è al centro del Mediterraneo, che è una sorta di “lago” sul quale si incontrano diversi continenti e culture. Essa è in una posizione chiave: a nord confina col freddo mondo germanico, a sud col ribollente mondo berbero. Ad ovest si apre all’Atlantico (si pensi anche a Colombo e Genova), ad est all’Eurasia (si pensi a Marco Polo e a Venezia, da sempre legata all’oriente).

Una vera e propria cerniera di congiunzione geopolitica, spirituale e culturale.

È vero, l’Italia post-romana è estremamente fragile e, a parte sporadici successi non da sottovalutare (Rinascimento, Repubbliche Marinare, Risorgimento, Fascismo) è sempre risultata divisa da diatribe interne oserei dire quasi tribali. Ma d’altro canto sembra custodire in sé ancora l’Arcanum Imperi. Se pur debole politicamente infatti, Essa continua ad essere fonte di ispirazione, la Sua Storia (la nostra) affascina e irretisce non solo i patrioti italiani ma anche l’estero e il mondo.

Per tale motivo ritengo che un legame geopolitico e metapolitico-spirituale tra l’Italia, terra cruciale, e la Russia sia uno degli strumenti più efficaci per affrontare al meglio le crisi geopolitiche attuali. Da tempo si sogna un’alleanza storica e spirituale tra i Lupi (simbolo e animale Sacro Italiano ma anche germanico) e gli Orsi, ovvero la Russia e il mondo slavo. L’orso evoca la forza guerriera slava e in particolare russa, una potenza di terra che , se provocata, reagisce con veemenza. I geopolitica britannici all’inizio del XX secolo avevano un incubo ricorrente: il verificarsi della saldatura tra l’organizzazione industriale tedesca, l’arditismo e l’inventiva italiana e l’immenso territorio russo, ricco di risorse sopratutto in Siberia.

Perciò crearono divisioni che tutt’ora continuano a dividere i giovani militanti di più fazioni, affinché lottino fra di loro e non contro il vero nemico, la Nato e i suoi satelliti. Ma sembra che l’avanzata liberal-capitalista abbia un limite invalicabile, individuabile all’altezza del fiume Don, un fatale “non plus ultra” . Tutt’ora la Nato cerca in tutti i modi di superarlo finanziando guerre subdole e fratricide (mietendo numerose vittime civili), fallendo miseramente.

Al contrario di quel che l’italiano medio possa pensare, la vicinanza tra noi e la Terza Roma è solida: la Russia si propone proprio come erede della Città Eterna, non a caso la parola Tsar (Zar) viene da Caesar, poi storpiato Csar e infine Tsar. L’Aquila poi, simbolo di Roma, di Napoleone, della Germania, della RSI e appunto della Russia, nella quale però, è bifronte, ovvero una testa guarda ad Occidente, verso l’Europa, l’altra verso l’Oriente. La Russia insomma, come l’Italia, è punto di congiunzione per diversi mondi e ne fa da ponte collegando l’Europa con l’Asia centrale (Kazakhstan) e quella più orientale e spirituale (Mongolia, Cina, Corea, Giappone).

L’Italia quindi non è affatto fuori dai giochi politici ma potrebbe ancora da giocare da protagonista nello scenario internazionale, a fianco magari di nuovi e saldi alleati.

La condizione è UNA SOLA: quella di avere PIENA SOVRANITA’: MILITARE, TERRITORIALE, MONETARIA E CULTURALE.

Gianluca Vannucci

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7 commenti

  1. Pietro ha detto:

    Salve sono Pietro,scusate l’intrusione.Volevo solo avvalorare il ragionamento che non fa una piega anche perché restare isolati non è una buona idea ma sono colto da un dubbio e cioè perché mai dovremmo sottostare ai russi visto che saremmo sempre dei satelliti?Poi non è che la Russia sia una nazione dove sussiste un governo da Terza via a cui ispirarci,anzi magari da Terza Roma e la cosa la trovo piuttosto inquietante visto che Roma è una sola ed incomparabile.

  2. Paolo Pontarelli ha detto:

    l’ obiettivo politico è creare l’ Eurasia come confederazione di Stati sovrani , ma purtroppo dei russi non ci si può fidare, l’ abbiamo già visto e le simpatie sioniste di Putin avvalorano questa tesi…

  3. wids72 ha detto:

    E’ fondamentale ritrovare la nostra sovranità nazionale, politica, militare e soprattutto monetaria; ritrovare quell’identità svenduta alle centrali dell”internazionalismo democratico usuraio, la piaga che sta sgretolando tutto l’occidente, ma soprattutto i paesi che si affacciano sul mediterraneo.

    • Rudolf Friedrich 01 ha detto:

      No? Beh allora di chi è la banca centrale russa, di chi i potentati esistenti….e perchè, tanto per aggiungere un (solo) pizzico di mistero e di amenità, il software di Russia Today (su web) gestione commenti inclusa, è israeliano? (tabooola, nientedimeno che dei pervertiti dell’ ISF)
      Guarda un po’, con la capacità che hanno i Russi in informatica, debbono ricorrere al moloch sionista..

      La risposta è semplice: gli oligarchi all’interno dell’emittente semi-governativa sono sionisti o filo-sionisti (e non solo loro) Comunque pagati -e tanto- per optare per qualcosa da cui si dovrebbe scappare…

      Tralaltro, di quale capo di stato parliamo….? Mi risulta i$rae£e sia un’entità criminale senza alcuna dignità di stato, men che meno sotto l’aspetto legale . No, ONU e pupazzi mondialisti non fanno testo in questo caso…

  4. Alter ha detto:

    Attualmente Il ruolo geopolitico dell’Italia, è pari a zero.
    Impossibili improvvise vampate di dignità, orgoglio virile e vitalità.
    Impossibile un Risveglio delle Coscienze che scaturisca da un’azione pedagogica, volitiva delle gerarchie partitocratiche italiotidi.

    L’appiattimento mogheriniano e renziano di queste ultime ore sulle posizioni antirusse di Stati Uniti, Polonia e paesi baltici, ripropone una storia nata vecchia, deprimente, ripetitivamente immutabile.
    Dominazione Straniera, tarlo dilagato nei cervelli degli Italiani, ridotti allo stato subumano di itaglioti da troppi secoli di subordinazione alle Volontà forestiere, aliene.
    Dominazione straniera chiamata troppe volte a sostegno di un traballante, egoistico, fanatico Vaticano.
    Dominazione straniera stampella, colonna, sostegno del Vaticano; e sempre contro l’Unità della Nazione.
    Unità della Nazione sabotata scientificamente fino all’indimenticabile Ventennio, alla Primavera, all’Estate fascista.
    Poi ripiomba l’Inverno identitario; da settant’anni l’Italia è imprigionata nel servile Inverno antifascista, il miglior gregario possibile delle Volontà Straniere che dominano la penisola che un tempo fu’ Roma, che un tempo fu’ Italia.

    L’ultimo calcione nelle palle a quanto residuava degli interessi geopolitici italiani è stato sferrato nel 2011 da Francia ed Inghilterra (sotto regia statunitense), contro la Libia.
    Invece di insorgere e bloccare quanto avveniva, il subgoverno itaglione ha chinato la testa, finendo esso stesso per attaccare a tradimento la Libia.
    Ennesimo otto settembre; ennesima dimostrazione dell’indole cattomassonica, traditrice e voltagabbana che alberga in buona parte della “società” borghese peninsulare.

    Società borghese inglobata in una stratificazione morale untuosa, derivata da quasi duemila anni di cattolicesimo, di confessioni/donazioni, di indulgenze plenarie, di dominazione culturale/superstiziosa clericale assoluta.
    Di subordinazione cieca ai dogmi della “cultura” ebraicocristiana che ha completamente devitalizzato l’antico spirito italico fiorito nei giardini della Immensa Civiltà di Roma.

    Ora in Latino non si recitano manco piu’ le preghierine alla vendicativa divinità giudea del Monte Sinai.
    Figurarsi se puo’ essere rimasto il minimo ricordo genetico; ancestrale, della potenza di Roma e dell’Italia Latina.
    Italia Latina che illuminava il Mediterraneo ed il Continente.

    Oggi quell’Italia Latina è sepolta, ricoperta dalle quotidiane infamità di questa insopportabile Italietta puttaniera; di volta in volta berlusconiana, montiana, lettiana, renziana, ma sempre mortiferamente napolitana.
    E finchè regnano I Peggiori, non vi è speranza alcuna di cambiamento; di riscatto.

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