UFFICIO GEOPOLITICO U.S.N.

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UNIONE PER IL SOCIALISMO NAZIONALE

IUS MIGRANTES ? NO ALLO IUS SOLI.

E’ innegabile che ogni movimento migratorio crei squilibri di ordine demografico, biologico, culturale, economico, politico-sociale. Queste situazioni, se non opportunamente e tempestivamente gestite, finiscono per provocare conflitti sociali. Il territorio italiano è fortemente antropizzato e sarebbe stato necessario regolare i flussi, tenendo conto delle qualiflche professionali e delle esigenze produttive. Viceversa, l’Italia, è stata invasa […]

NE’ REDUCISMO NE’ LEONCAVALLISMO

Anni di militanza in quella che oggi definiamo con una punta di disprezzo “Area” mi hanno portato ad incontrare una vastissima tipologia di persone, tutte più o meno legate da un filo conduttore comune, ovvero la fede (sincera per lo più ma a volte anche strumentale) ad una Idea del mondo e dell’organizzazione politica, sociale […]

SOVRANITA’, PATRIA, INDIPENDENZA. IL PUNTO DI VISTA SOCIALISTA NAZIONALE

Non so quanti di voi si saranno chiesti cosa c’entra e se c’entra il contenuto del filmato che abbiamo appena visto con l’argomento che siamo chiamati ad approfondire in questa giornata. Probabilmente, almeno un briciolo di perplessità vi sarà sorta; perplessità che legittimamente vi concedo, ma che credo di poter fugare abbastanza rapidamente. Sono fermamente […]

23 MARZO.

23 marzo 1919: il dado fu tratto ! Fu un atto di AUDACIA compiuto da un gruppo di UOMINI di altra tempra e con altro corredo biologico, guidati da un Capo che aveva in testa un progetto politico-statuale per la Nazione Italia. Per noi Socialisti Nazionali basta così: PER NON DIMENTICARE. Chi non sa, se […]

I PIU’ VISTI

L’INFATUAZIONE DONALD TRUMP

Da molti mesi ormai, si registra per il candidato repubblicano alle presidenziali Usa Donald Trump, un certo interesse da parte di molti nazionalisti e delle destre, e ciò accade anche in Italia. Persone spesso miopi e politicamente superficiali, che già sono cadute nel bluff Salvini e Lega “riabilitata e non più secessionista”. Perfino l’intellettuale russo (e putiniano) Alexander Dugin recentemente in un video ha definito il multimilionario americano come un “eroe” e una speranza. (link al video). Evidentemente anche i russi hanno scelto il proprio “cavallo di battaglia”. Ognuno in politica ha le proprie preferenze, si sa, ma inviteremmo a maggiori analisi e attenzione prima di lanciarsi in questo tifo smodato e puramente emozionale.  (altro…)

MISSIONI ITALIANE IN IRAQ E (FORSE) IN LIBIA. INTERVENTISMO O SUDDITANZA ?

guerra-1Nel luglio 2014 pubblicammo un articolo molto rappresentativo del nostro modo di concepire il ruolo italiano nello scacchiere globale, dal titolo: “Il ruolo geopolitico dell’Italia”. All’interno venivano descritte le naturali ambizioni storiche e contemporanee della nostra Nazione, oltre che i rapporti che ci legano a diversi paesi, europei ed extraeuropei. In questo momento di profonda crisi, sia economica che sociale oltre che valoriale/patriottica, per una parte degli analisti geopolitici, torna prepotentemente a farsi sentire la necessità italiana di acquisire nuovamente il proprio spazio nella geopolitica mondiale, in ambito dei nostri interessi e della sicurezza nazionale, che quasi sempre ovviamente coincidono. Il governo Renzi ha infatti, per la prima volta, discusso riguardo l’invio di contingenti militari in Libia, atti a ristabilire ordine e difendere le nostre priorità nel paese mediterraneo.
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IL GRANDE OCCIDENTE ATLANTICO E I SUOI ADEPTI

JRoctopusLa schizofrenica politica estera americana, che detta i tempi e i modus operandi al raffinato quanto barbaro strumento di morte e distruzione che si chiama Nato, sta per assegnare un nuovo ingrato compito alle truppe coloniali italiane. Le voci di un impiego in Libia di reparti del neo costituito COM.FO.S.E., dato quasi per certo alcune settimane fa, sembrano in queste ultime ore lasciare il passo ad un altro teatro operativo, non meno caldo e non meno virulento rispetto alla ex nazione più progredita del continente africano. (altro…)

LE LACRIME DEL COCCODRILLO BLAIR

Quando si parla di geopolitica e di rapporti di forza, noi non siamo tanto propensi e infarciti di spirito cristiano che perdona tutto e tutti in seguito ad un pentimento, e siamo radicalmente contrari alla logica del “porgi l’altra guancia”; lavarsi la coscienza è una pratica da vili, chi ha buon senso lo ha sempre e lo antepone a tutte le sue azioni, e non lo ritrova fintamente solo dopo che i cannoni hanno fatto le loro vittime. Come spesso accade sono i numeri a sottolineare le conseguenze delle azioni, soprattutto quando si tratta di guerra. Sono passati 5 anni dalla fine della guerra ufficiale in Iraq e 12 dal suo inizio voluto da George W. Bush. E’ Tony Blair questa volta a confessarsi sullo sbaglio della guerra in Iraq che comportò mezzo milioni di morti iracheni durante gli 8 anni di conflitto e altri 200.000 nei due anni seguenti (fonte).  (altro…)